Commento a
Corte di Cassazione n. 22405/2020
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La Corte di Cassazione si è recentemente pronunciata sul tema della revoca e del mancato rinnovo degli incarichi di posizione organizzativa.
Più precisamente, è stato sottolineato che il conferimento di un incarico di posizione organizzativa non comporta l’inquadramento in una nuova categoria contrattuale, ma solo l’attribuzione di una posizione di responsabilità, con correlato beneficio economico. Ne consegue, secondo giurisprudenza consolidata, che la revoca di tale incarico ed il suo mancato rinnovo alla scadenza non possono costituire demansionamento.
Inoltre, la Suprema Corte ha chiarito che il rinnovo delle posizioni organizzative costituisce una mera facoltà riconosciuta dalla legge in capo dal datore di lavoro pubblico, che, se ritiene di procedere in tale senso, deve provvedervi con atto scritto e motivato. Ciò conduce a ritenere che, mentre l’eventuale revoca dell’incarico prima della scadenza richiede un atto scritto e motivato, la cessazione dell’incarico alla sua naturale scadenza non obbliga l’amministrazione ad una motivata determinazione in tal senso.

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