Commento a
Cass., sez. lav., 8/04/2021, n. 9375
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La Corte di Cassazione, con una recente pronuncia, si è pronunciata con riferimento al diritto di un lavoratore ad essere indennizzato da parte dell’INAIL per l’infortunio in itinere.
In conseguenza di un infortunio in itinere occorso ad un lavoratore, l’INAIL aveva negato il diritto all’indennizzo in quanto la vittima guidava un motociclo di cilindrata superiore che non poteva condurre con la patente di cui era munita.
Il lavoratore, viceversa, ha evidenziato che la violazione non atteneva alla guida senza patente, ma alla guida con una patente diversa, rispetto alla quale non era configurabile alcun esonero dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro ed in itinere.
La Suprema Corte ha confermato la decisione dell’INAIL, negando il diritto del lavoratore ad ottenere tutela indennitaria: la garanzia assicurativa deve ritenersi esclusa non solo nel caso in cui il conducente, al momento dell’infortunio, non abbia conseguito il rilascio di patente, ma anche nel caso in cui sia munito di patente diversa da quella richiesta per il tipo di veicolo guidato, non potendo letteralmente sostenersi che, in questo secondo caso, egli si trovi in possesso della “prescritta abilitazione di guida”.

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