Il Tribunale Amministrativo Regionale di Roma è tornato recentemente a pronunciarsi sulla questione relativa all’accessibilità dei codici sorgenti dei software utilizzati nei concorsi pubblici.
La vicenda tra origine dalla richiesta presentata da alcuni candidati non ammessi alla prova orale del concorso per dirigenti scolastici di avere accesso all’algoritmo del programma informatico utilizzato per lo svolgimento della prova scritta.
Il TAR ha anzitutto ribadito che l’algoritmo, che si pone alla base del funzionamento di un software, può essere ricondotto nel genus dei documenti amministrativi accessibili ai sensi della legge n. 241 del 1990. Successivamente, ha provveduto a bilanciare l’interesse all’ostensione vantato dai ricorrenti con le esigenze di riservatezza e di sicurezza del programma opposte dallo sviluppatore del software.
Al riguardo, il giudice amministrativo, dopo aver premesso che il diritto di accesso motivato dalla cura o difesa di propri interessi giuridici prevale sull’esigenza di riservatezza dei terzi, ha precisato che l’ostensione del codice sorgente non presenta criticità ai fini del rispetto della normativa sul trattamento dei dati personali. Inoltre, dal punto di vista della tutela del know how del soggetto sviluppatore del software, il TAR ha precisato che, nel momento in cui l’algoritmo diviene strumento dell’azione amministrativa, esso è diretta espressione dell’attività svolta dalla pubblica amministrazione, come tale non potendo essere secretato al di fuori dei casi tassativi espressamente contemplati dalle norme riguardanti l’accesso ai documenti amministrativi detenuti dalla pubblica amministrazione.
Sulla base di tali osservazioni, pertanto, il TAR ha accolto il ricorso e ha disposto di provvedere all’ostensione dei documenti richiesti.

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